Apr
27

Come il Sole all’alba

Posted by Taianokai on Aprile 27, 2009

monte-fuji

  Ciò che nessun orecchio percepì,

   che gli occhi non videro,

   è tuttavia il bello, il vero!

   Schiller, Parola del delirio.

 

Brani proposti 

«Andare verso il bello è, per le anime – paragonate a bambini strappati ai genitori in tenera età e dispersi poi per il mondo – ritornare al padre e ritrovare se stessi (cfr. Plotino, Enneadi V, 1, 1). Affinché si compia il loro, e nostro, desiderio di riunione, devono aspettare una luce che le guidi, attenderla come il sole all’alba. Quale linea dell’orizzonte dovrà però superare questo astro (simbolo del Padre, del Bene o dell’Uno) per mostrarsi a noi? Dovrà – dice Plotino – rivelarsi come qualcosa che è da sempre presente, che è situato già internamente al nostro orizzonte anche quando non lo notiamo, che «è venuto come se non fosse venuto» (V, 5, 8), che è sorto da sempre e non tramonta mai. Di questa realtà nel suo insieme e nel suo principio vitale (che oltrepassa la comprensione dell’intelletto, da cui è presupposta) il bello è solo l’annuncio intermittente. Esso illumina infatti, come lampo nella notte, il Bene dimenticato pur nella sua perpetua presenza, che pure costituisce l’oggetto muto dei nostri desideri. La bellezza aiuta paradossalmente a ricordare quel che inconsapevolmente sempre cerchiamo».

Remo Bodei, Le forme del bello (ediz. il Mulino).

«Tai-A è il nome di un’antica spada che non ha eguali sotto il cielo. Incastonata di gemme, questa spada può tagliare qualunque cosa, dal rigido metallo e dall’acciaio temperato alle gemme ed alle pietre più dure. Tutti gli uomini vengono forniti di questa Spada, ed in ognuno essa è perfettamente completa. Qui si sta trattando della mente. Questa mente non è nata con la vostra nascita e non morrà con la vostra morte. Poiché ciò è vero, si dice che sia il vostro Volto Originale».

Takuan Soho, Tai-A ki, Gli annali della spada Tai-A.

«Simbolo della Scuola è la StellaSpecchio […] Lo Specchio è la Luce dell’Essere Puro ed Eterno, ed indica il verace senso dell’Arte della Spada, ossia il sorgere consapevole dello Stato Luminoso già presente in germe nell’Uomo».

Tai-A no Kai, Regolamento Interno 1, 2.


Il “succo” della conversazione

La trilogia di brani proposti mostra un’inequivocabile coincidenza. In essi, evidentemente, si parla della medesima cosa: Bodei, rifacendosi a Plotino – e quindi al Neoplatonismo – lo chiama “Bello, Padre, Bene, Uno”; Takuan lo definisce “Volto Originale”; il Regolamento Interno lo indica come “Specchio” e “Luce dell’Essere Puro ed Eterno”; Schiller, nei versi introduttivi, lo chiama “Bello e Vero”. Il motivo dirimente ogni eventuale dubbio in merito è certamente l’eternità di questo Bene, di questo Volto Originale, di questo Specchio: il Regolamento Interno, che fa da tratto d’unione fra Occidente ed Estremo Oriente – e quindi fra Neoplatonismo e Bushido! – recita esplicitamente che esso è “eterno”; Takuan afferma che “non è nato con la nostra nascita e non morrà con la nostra morte”; Bodei, con Plotino, dice che “è sorto da sempre e non tramonta mai”. Qualcuno vorrà negare che i tre brani indicano la medesima eterna cosa?

Già!  Ma  questa eterna cosa… cosa è? Certamente siamo stati ben orientati: è il Padre, il Bello, Vero, il Volto Originale, lo Specchio, insomma la LUCE. Benissimo! Ma ora, come andare oltre le parole? Come raggiungere, o, meglio, realizzare Ciò che esse indicano, giacché questa eterna cosa, cioè questa Luce, “oltrepassa la comprensione dell’intelletto”, il quale, nonostante essa sia “l’oggetto muto dei nostri desideri”, non può fare a meno di darle un’identità facendosene un’immagine, quindi un oggetto, un ob-jactum: posto davanti a noi e quindi da noi separato, seppur in modo illusorio? In altri termini: come disporsi correttamente nei confronti di questa Luce per – come dice Bodei con espressione poetica e  struggente – “attenderla come il sole all’alba” ?

 

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