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Saburo Sakai

Posted by Taianokai on Novembre 15, 2011

Testo tratto da: aikidojocaltanissetta.blogspot.com

Nato il 26 agosto 1916 da una famiglia di ex samurai, Saburo Sakai rappresenta una leggenda nella storia aeronautica mondiale.
Pubblicato in Italia per i tipi della TEA DUE, è possibile acquistare a poco prezzo questa straordinaria autobiografia, che ci riporta con la mente, attraverso vivide immagini, nella vita di questo asso giapponese della seconda guerra mondiale.

Nelle sue quasi 400 pagine, il libro descrive con dovizie di particolari la vita, le azioni (straordinariamente dettagliate, grazie all’ausilio dei diari redatti all’epoca), e le avventure di Sakai, durante il periodo bellico nel Pacifico meridionale.

Scritto in maniera egregia ed avvincente, il libro, si pone tra le testimonianze post belliche dei numerosi assi di ogni nazione, ma tra queste risalta per la sua unicità, che è quella del personaggio e delle sue uniche avventure. Accreditato di più di 60 vittorie aeree, rimane uno dei più grandi piloti usciti dalla dura scuola di volo del Sol Levante (quella precedente lo scoppio della guerra).
Il libro è ricco degli episodi rocamboleschi che hanno contribuito a creare la sua leggenda, come quello del 7 agosto 1942, quando ferito gravemente in un combattimento solitario contro otto Dauntless e dato per morto riuscì tornare comunque alla base dopo quattro ore e mezza, si rimise e tornò a volare, nonostante la perdita dell’uso dell’occhio destro. Altro episodio che mostra l’animo di questo uomo: ai comandi del suo Mitsubishi Zero, Sakai intercettò un Dc-3 Dakota da trasporto dell’aeronautica olandese (in guerra nel teatro di Rabaul insieme ad inglesi, australiani e statunitensi). Come spesso faceva, munito della sua macchina fotografica (pagata con tre mesi di stipendio da pilota militare navale) si avvicina all’aereo per controllarlo e studiarlo (ed ovviamente abbatterlo). Con sua grande sorpresa scorge nei finestrini il volto di una infermiera e di un bambino: senza pensarci sopra, Saburo tira la cloche e si allontana. Dopo la guerra l’infermiera protagonista dell’avventura, contattò la Croce Rossa giapponese per avere notizie di quel pilota (una descrizione di questo episodio si trova in: elknet.pl/acestory/sakai/sakai.htm).

Terminata la guerra, Sakai, ridotto alla fame (sua moglie morì di stenti), non si perse d’animo (Never Give Up era il suo motto, Mai Darsi per Vinti), e dopo molte difficoltà riuscì a mettere su una piccola tipografia, che con il tempo riuscì a dare lavoro a ex piloti o loro congiunti rimasti nella povertà post bellica che anche in Italia è stata sperimentata. Ospite d’onore in numerose manifestazioni (americane), ebbe la possibilità di conoscere alcuni dei piloti da lui combattuti.

Sakai nel 1990.

Scrittura di Sakai

“Never Gip Up”
“Mai darsi per vinti”

È morto il 22 settembre del 2000, ma siamo sicuri che adesso stia volando con i suoi amici Honda, Endo, Ota, Nishizawa, e soprattutto Junichi Sasai, ovvero gli assi del Gruppo Aereo di Tainan, finalmente in pace.

Junichi Sasai