Feb
02
02
I Cavalieri di Dio
Posted by Taianokai on Febbraio 2, 2010
A conclusione della grande mostra che ha raccontato la prima volta la storia dell’Occidente cristiano attraverso le vicende dei suoi protagonisti, riportiamo volentieri un breve, significativo estratto della bozza saggio in catalogo di Monsignor Gianfranco Ravasi, inframezzandolo con alcune opere tratte dalla sezione “I cavalieri di Dio”.
«[…] È innanzitutto necessario lottare contro la smemoratezza nei confronti delle proprie radici, dei valori costitutivi, dell’identità genuina dell’Europa. Lo scrittore francese Georges Bernanos in una sua analisi dello svuotarsi dell’anima della nostra società, sviluppata nel saggio La France contre le Robots, dichiarava: “Una civiltà non crolla come un edificio; si direbbe molto più esattamente che si svuota a poco a poco della sua sostanza finché non ne resta più che la scorza”. C’è il rischio che l’Europa si riduca proprio a scorza, a tronco arido, avendo disseccato la linfa delle sue radici profonde cristiane, votata solo alla “virtualità” (i “Robots” che si affacciavano sul panorama europeo degli anni ’40 in cui viveva Bernanos), appiattita su modelli estrinseci come quello tecnologico contemporaneo.
Guido Reni, San Michele Arcangelo,1636 ca.
Le cattedrali e i gloriosi monumenti si trasformano allora, come diceva il poeta tedesco Wilhelm Willms, in “vuoti gusci di chiocciola”, percorsi solo da distratti sciami di turisti, privi di cuore, di vita, di canti, di voci, di fede. I nobili segni della nostra cultura si riducono, così, ad essere conchiglie senza l’eco del mare del passato. Alla povertà e al vuoto ci si abitua sino al punto di non avvertirli più come tali […]
Una seconda lotta da intraprendere – e questa mostra ne è un esempio illuminante_ è quella, conseguente a quella precedente e ad essa connessa, contro la superficialità, la banalità, la vacuità, la volgarità, la bruttezza. È un ritorno all’etica e alla bellezza che erano le stelle fisse nel cielo della civiltà europea nei secoli, proprio sullo stimolo del messaggio cristiano, un annuncio di giustizia e di bellezza, di verità e di luce, di amore e armonia che aveva nei Santi quasi un simbolo vivente […] È necessario un sussulto di moralità, un supplemento di anima, una purificazione alle fonti della bellezza, realtà che hanno reso l’Europa un vessillo tra i popoli del mondo.
Giambattista Tiepolo, San Giacomo vittorioso, 1749.
È spesso citato l’apologo che il filosofo danese Soeren Kierkegaard ha lasciato nei suoi diari: “La nave è in mano al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è la rotta ma ciò che mangeremo domani”. Sempre più quella sorta di Moloch della comunicazione che è la televisione o internet comunica solo – a folle di persone con le mani alzate in segno di resa o di adorazione – ciò che dobbiamo mangiare, indossare, le mode i modi della vita. Manca una voce che indichi la rotta, il senso della vita, che ci interpelli sul bene e sul male, sul giusto e sull’ingiusto, sul vero e sul falso, sull’esistere e sul morire».
Andrea Mantenga, San Giorgio, 1497.
Posted under



